Franciacorta, Prosecco e Champagne rientrano tutti nella categoria spumanti, ma ci sono sostanziali differenze tra i tre vini.
La prima è la zona di produzione.
Il Franciacorta si produce nell’omonima zona in provincia di Brescia, tra il lago d’Iseo a sud, le colline della Valle Camonica a nord e il fiume Oglio a est.
Questa regione è famosa per i suoi terreni ghiaiosi composti da sabbia, argilla e ciottoli, che consentono la produzione di vini di alta qualità.
Il Prosecco viene prodotto in Veneto, nella provincia di Treviso, nella fascia collinare tra Conegliano e Valdobbiadene. Queste aree sono caratterizzate da terreni ricchi di marna, che conferiscono alle uve Glera il suolo ideale per la loro coltivazione.
Lo Champagne invece si produce nell’omonima zona della Francia, situata a Nord del Paese, tra le città di Reims ed Epernay.
Il terreno è caratterizzato da una composizione predominante di calcare, gesso e marna. Questo tipo di suolo è stato formato da scheletri di microrganismi marini e offre una buona porosità al terreno.
La seconda differenziazione è il metodo di produzione.
Il metodo classico è il procedimento utilizzato per la produzione sia dello Champagne che del Franciacorta, detto anche “metodo champénoise”. Metodo che nasce in Francia nella regione Champagne ad opera del monaco Dom Perignon, che diede vita alla forma originaria dello champagne.
La particolarità del metodo classico è quella di indurre la rifermentazione in bottiglia, attraverso l’uso di zuccheri e lieviti. Grazie a questo processo il vino acquisisce la sua pressione che dà origine alle tanto amate e desiderate bollicine.
Dopo una prima fase di riposo le bottiglie vengono posizionate in appositi cavalletti che tengono le bottiglie a testa in giù, in questo modo i depositi si posizionano sul tappo.
Successivamente si passa alla fase detta dégorgement (sboccatura), nella quale si stappa la bottiglia per eliminare i residui e rabboccare con uno sciroppo di vino e/o zucchero al fine di ottenere il cuvée desiderato.
La quantità di zucchero influenza il futuro sapore del vino, si possono così ottenere vini più o meno secchi denominati pas dosé, brut, demi-sec, sec, ecc.
Un procedimento diverso da quello classico è il metodo Charmat-Martinotti che si differenzia nella fase della fermentazione. Infatti la fermentazione avviene in autoclavi di acciaio dove viene addizionata una miscela di zuccheri, lieviti e sostanze minerali.
Il processo avviene molto rapidamente rispetto al metodo classico, a volte anche in pochi giorni.
Questo metodo consente di estrarre i profumi primari delle uve ed è particolarmente indicato per produrre spumanti da uve aromatiche e semi-aromatiche come il Moscato o il Prosecco.
Terza distinzione sono i vitigni utilizzati.
I vitigni utilizzati per produrre il Franciacorta sono lo Chardonnay e/o il Pinot nero, a volte anche Pinot bianco e in piccola parte l’autoctono Erbamat.
Esistono diverse tipologie di Franciacorta:
Franciacorta base, prodotto con uve di annate diverse;
Franciacorta Millesimato prodotto con uve della stessa annata, sviluppa complessità di vaniglia e spezie, grazie alla lunga permanenza sui lieviti;
Franciacorta Satèn ha la grana delle bollicine maggiormente setosa, è un vino morbido, ricco e cremoso con note di fiori bianchi, miele e mandorla;
Franciacorta Rosé presenta aromi di frutti rossi come fragola e lampone;
Franciacorta Brut offre sentori di agrumi, crosta di pane e frutta secca;
Franciacorta Riserva subisce un periodo di affinamento più lungo.
Tutte queste tipologie si differenziano sostanzialmente per il periodo di affinamento sui lieviti, dove i residui della fermentazione donano al vino il suo corredo aromatico e gustativo, che va da un minimo di 18 mesi per il base a 60 mesi per la riserva.
Solo e soltanto i vini prodotti in questa regione, con il metodo classico e nelle suddette tipologie, possono recare l’etichetta “Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) Franciacorta”.
I migliori Franciacorta includono etichette premiate e riconosciute per la loro qualità e complessità, come Ca’ del Bosco, Ricci Curbastro e Guido Berlucchi.
Il Prosecco è prodotto con il vitigno autoctono Glera, che deve costituire almeno l’85% dell’uvaggio. A volte possono essere aggiunti anche altri vitigni come il Verdisio, il Bianchetta, il Perera e il Giallo.
Il Glera conferisce al Prosecco i suoi tipici aromi fruttati e floreali, come la mela verde, la pera e i fiori bianchi.
Il Prosecco è noto per la sua effervescenza vivace e per le bollicine più grosse, una caratteristica che conferisce al vino una freschezza leggera e una piacevolezza vivace.
La sua acidità è generalmente moderata e il gusto è spesso pulito e immediato. La consistenza del Prosecco in bocca è leggera, sottile e rinfrescante.
Il Cartizze è considerato il Prosecco migliore perché è sinuoso, complesso, dal gusto armonico e perlage fine.
E’ prodotto in un’area esclusiva nel cuore di Valdobbiadene, tra le frazioni di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, conosciuta come “Pentagono d’Oro”.
Il Cartizze è il risultato di una selezione territoriale di altissima qualità all’interno della zona DOCG, che ne esalta le qualità organolettiche, rendendolo più intenso, complesso e pregiato rispetto al Prosecco “base”.
Le uve impegnate per produrre lo Champagne sono lo Chardonnay, responsabile della finezza, il Pinot nero che conferisce struttura e complessità aromatica ed il Pinot Meunier che accresce l’intensità aromatica e la struttura.
Lo Champagne tende ad essere più ricco ed intenso in bocca, con complessi aromi secondari, con le tipiche note di crosta di pane. Ha un colore oro intenso con bollicine persistenti e spuma abbondante; al naso spiccano profumi di mela matura, al palato è piuttosto leggero. E’ un vino leggermente fenolico e piuttosto lineare che termina con una persistenza modesta. E’ molto popolare in tutto il mondo.
Non esiste un singolo “migliore” champagne, ma eccellenze riconosciute includono Krug, Dom Pérignon, Louis Roederer, Ruinart, Bollinger, e Veuve Clicquot, che offrono stili diversi, dal lusso estremo alle interpretazioni classiche, fino a opzioni di grande qualità-prezzo come alcuni Blanc de Blancs di produttori indipendenti.
La scelta dipende dal gusto personale e dall’occasione, spaziando tra i grandi nomi storici e i piccoli produttori di nicchia.
In conclusione non esiste uno spumante migliore in assoluto tra Franciacorta, Prosecco o Champagne
Il Franciacorta è raffinato e strutturato, il Prosecco è fresco e più leggero, lo Champagne è più complesso e minerale.
La scelta dipende dai gusti personali e dall’occasione: il Franciacorta per un’esperienza sofisticata, il Prosecco per momenti conviviali e leggeri, mentre lo Champagne per occasioni formali.


























































