Ho iniziato a conoscere la Valle d’Aosta da piccina, poiché abitando nel confinante Piemonte, era spesso meta di qualche gita domenicale. Da adolescente ci ho anche lavorato in estate come cameriera in ristorante e hotel. Forse il mio amore per la montagna è iniziato in quel periodo.
Oggi ci torno spesso perché mi piace passeggiare fra le sue montagne, bere un caffè nella grolla dell’amicizia e soprattutto acquistare tanti souvenir locali da portare a casa, che per quel che mi riguarda sono sempre ed esclusivamente mangerecci.
La Valle d’Aosta oltre ai bellissimi paesaggi, castelli, piste da sci e servizi turistici, offre anche una vasta scelta di prodotti golosi, non posso citarli tutti ovviamente, mi soffermo solo sulla Fontina, regina dei formaggi di questa regione, sul Lardo di Arnad e sulla Moccetta.


Pare che l’origine della fontina risalga già al Medio Evo.
La fontina è un formaggio semiduro, a pasta semicotta grassa, fatta con latte vaccino da una sola mungitura raccolta da non oltre due ore. Prima di coagularsi il latte non deve superare mai i 36°. Viene prodotto esclusivamente da vacche di razza valdostana pezzata rossa e pezzata nera. La stagionatura deve essere di minimo tre mesi prima che il prodotto possa essere messo sul mercato.
Sono innumerevoli le ricette a base di fontina, dai risotti, alle paste gratinate, la fonduta, la zuppa di cipolle, impossibile citare tutto questo tripudio di gusto e di colesterolo.

Il lardo di Arnad è un salume tipico di Arnad appunto, nella bassa Valle d’Aosta.
Si ottiene dal lardo di spalla di maiale di età superiore ai 9 mesi
Il lardo viene privato della cotenna e posto in recipienti, a strati alternati con sale, acqua e spezie.
I recipienti vengono lasciati riposare per un anno, tempo necessario perché il lardo raggiunga la giusta stagionatura.
Il lardo è ottimo tagliato a fette sottili su crostini di pane o di polenta.


La moccetta è un salume valdostano, ma anche della parte settentrionale del Piemonte.
Ha origini antiche, nasce dall’esigenza delle famiglie contadine di conservare la carne per l’inverno.
Viene prodotta da carne magra, prevalentemente muscolo o coscia di bovino, caprino, suino o selvaggina, quest’ultima (camoscio e stambecco) è molto apprezzata, rara e quindi decisamente più costosa.
La carne viene insaporita con spezie, sale ed erbe di montagna.
Viene lasciata riposare in luogo fresco per circa 20-30 giorni e poi lasciata appesa in luogo asciutto ad asciugarsi e a stagionare.
Si mangia tagliata a fette sottili a stagionatura media o avanzata secondo i gusti.

Ecco l’antica ricetta della fonduta Valdostana.